08/03/09

8 Marzo...Il percorso della donna narrato da Mia Martini...

Mia Martini,sin dall'inizio della sua carriera,ha dato una svolta ai testi nei quali è visibile un risveglio femminile a evidenziare il ruolo di una donna che acquista coscienza di se attraverso significativi percorsi di dolore, di sofferenza. Già in "Gli uomini non cambiano" viene tracciata la linea di questo percorso, partendo dalla infanzia... 'Sono stata anch’io bambina di mio padre innamorata, per lui sbaglio sempre e sono la sua figlia sgangherata, ho provato a conquistarlo, non ci sono riuscita, la pazienza delle donne incomincia a quell’età …' . In "E non finisce mica il cielo", composto da Fossati, si rivendica una autonomia legata ad una chiusura di un rapporto e alla capacità di andare avanti, nonostante le paure e le incertezze. Una maniera nuova e sorprendente, nella versione al femminile, di sciogliere i nodi della dipendenza... 'perché io avrò qualcuno, perché aspettando te potrei scoprirmi ancora sulla strada, per ritornare in me' .Mia Martini aveva trattato in "Io donna, io persona" del 1976 la storia di tre donne (una cover-girl, una madre, una vedova) che difendono e ostentano i loro diritti in una società che tende a giudicare pesantemente. In "Donna fatta donna" l'asservimento al predominio maschile viene sintetizzato dalla frase 'Donna fatta donna… mi piegai come una canna su di te' .Troviamo la stessa prospettiva in "Donna con te" dove c’è il passaggio da una frequenza di uomini leggeri, che implica la libertà di scegliere, ad un presunto grande amore che fa sentire donna ma che la inchioda a delle regole alle quali deve sottostare, camminando un passo indietro e restando all’ombra. Ancora più illuminante è il testo di “Ritratto di donna”, scritto da Carla Vistarini, nel quale vi è una confessione aperta sulle varie sfaccettature dell’universo femminile che quando si rivela può risultare spiazzante...'Un ritratto di donna non si fa con due colori. E’ un’idea da discutersi. Ti sorprende ma un’anima ce l’ho e posso anch’io volere o no, però. Io vedo e sento, lavoro e penso e il mio domani è un giorno immenso...'. Emerge il riconoscimento dei valori femminili, espressione del momento in cui le donne hanno scoperto la loro forza e la necessità di far valere i loro diritti.Splendida e originale è "Guarirò, guarirò", composta da un geniale Mimmo Cavallo, centrata sull’ipotesi di una donna che sperimenta proiettandosi nell’avvenire : ‘Questo e’ il mio orgoglio della donna che voglio ed è per questo che mi avventuro per dimostrare a me stessa e al mondo l’ipotesi di una donna futuro’. L’apice di questo risveglio viene toccato nel 1989 quando Enzo Gragnaniello scrive l’emozionante “Donna”, sicuramente in anticipo sui tempi, alla luce delle notizie di cronaca attuali in cui si evidenziano le violenze esercitate sulle donna da parte di uomini che si fanno forti muovendosi all’interno di un branco. La stessa Mia Martini ha commentato:<< Nel brano “Donna” non vi è descritto un solo tipo di donna, si parla di diverse violenze che si fanno alle donne e non solo quelle fisiche; come diceva il grande Lennon: la donna è il negro del mondo. La donna è la cattiva coscienza, è la madre; la donna è colei che deve capire, è il trat d’union, è quell’equilibrio… la donna è la follia, la tentazione; la donna è il dubbio ma è anche la soluzione. Mi ritrovo in questo testo e lo sento perché ho subito delle violenze sia come artista che come donna...>>

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