09/09/09

“ARTICOLO UNO” è il nuovo album della CASA DEL VENTO


Si intitola “ARTICOLO UNO” il nuovo album della CASA DEL VENTO.
La band di Arezzo, con il contributo di alcuni Enti del proprio territorio (Assessorato alla Cultura della Provincia di Arezzo, Assessorato al Lavoro e alla Formazione della Provincia di Arezzo, Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo, e i Comuni di: Bucine, Cavriglia, Terranuova Bracciolini, Civitella della Chiana, Subbiano, Cortona, Monte San Savino, Comunità Montana del Casentino e SPI CGIL Arezzo) ha realizzato questo “concept” su temi riguardanti il lavoro, attraverso le storie del passato e le situazioni attuali, raccontando le conquiste e le sconfitte, aggravate in tempi recenti, dalla parziale perdita dei diritti tanto faticosamente conquistati.

Sono 13 i brani che dal “locale” giungono al “globale”, partendo da alcune delle esperienze più significative del territorio aretino durante il secolo scorso (operaie tessili della Lebole; operai della Sacfem, più nota come “Fabbricone”; minatori del Valdarno e mezzadri nelle campagne) fatte di lotte, sudore e conquiste (nella tenerissima “Figlia mia”, nella solenne “Quando fischiava la sirena” e nella “sotterranea” “Dio degli inferi”), passando dalle conquiste dei lavoratori nel passato in tutto il paese (“Primo maggio”), per giungere all’attuale pericolosa e discendente parabola dei diritti di chi lavora, con il precariato e gli incarichi a progetto che rendono le prospettive giovanili difficilissime ed instabili (“Tutta la vita davanti”, titolo preso a prestito dall’omonimo film di Paolo Virzì, che ha gentilmente concesso l’uso di alcuni dialoghi presenti nel film, permettendoci di trasportarli nel disco).

E’ anche un album commovente e denso di rabbia, per le tante morti sul lavoro, con brani dedicati all’ antirazzismo, ai nuovi sfruttati tra i tanti migranti, che muoiono nei cantieri edili italiani (“Dal cielo” e “Fatica e sudore”), la stessa rabbia che riaffiora in “7”, una canzone in un numero, quello dei morti della Thyssenkrupp di Torino, con il sapore dell’esilio anche dalla parte dei milioni di italiani partiti per il mondo, vittime anch’esse di pesanti pregiudizi (“L’Italiante”).
La title-track “Articolo uno”, come il resto del disco, pone una serie di domande sulla reale aderenza della nostra Costituzione alla vita e al progresso umano nel nostro paese, soffermandosi sugli inganni che (forse) inconsapevolmente, attraverso paure e opinioni, sono veicolati e creati da media senza scrupoli. Un esempio su tutti, le campagne di discredito di questa o quella categoria, con il preciso intento di mettere tutti contro tutti, per distruggere quanto è stato faticosamente conquistato, come il diritto di sciopero.
Nel disco è presente anche una cover: la versione folk di “Redemption song” di Bob Marley, un grande inno contro lo sfruttamento e le schiavitù.
La musica compie vere e proprie migrazioni in territori fino ad ora meno esplorati dal gruppo, grazie all’opera del produttore artistico fiorentino Saverio Lanza, l’eclettico musicista che ha saputo anche indirizzare la Casa del Vento verso percorsi inusuali, come si evince in particolare dall’ascolto di “7” e di “Articolo uno”.

Importante la presenza di musicisti: la più incredibile quella di David Rhodes, il mitico chitarrista da 25 anni a fianco di Peter Gabriel, che segna la canzone più profonda dell’intero album, quella “Dal cielo” toccante omaggio al lavoro migrante.
E’ presente il bravissimo attore (e musicista) Ascanio Celestini con il suo acume ed i suoi significati; vi è l’amico di sempre Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers ( banjo, mandolino e violino in “Redemption song” e “L’Italiante”); l’organetto di Andrea “Pupillo” De Rocco dei Negramaro in “Campi d’oro” e i dialoghi tratti dal film “Tutta la vita davanti” che il regista Paolo Virzì ci ha gentilmente concesso di utilizzare.

Non mancano le voci degli uomini e delle donne che lavorano e che hanno lavorato, gli operai di oggi e di ieri: Ciro Argentino - Thyssenkrupp di Torino; Adriana Sensi – Lebole di Arezzo; Mario Giusti – Fabbricone di Arezzo; Mohamed Chafferdine Mahoud - migrante dalla Tunisia.

“Articolo uno” da Venerdì 25 Settembre 2009, pubblicato da Mescal e distribuito Emi, si aggiunge alla discografia della Casa del Vento:

1998 - Senza Bandiera (Autoprodotto)
2000 - 900 (Mescal/Universal) - Realizzato insieme a Cisco Bellotti; ospita Finaz della Bandabardò - Banda Osiris - Modena City Ramblers
2002 - Pane e rose (Mescal/Sony)
2002 - Genova chiama (Manifesto)
2003 - Non in mio nome (Mescal/Sony) - ospita Haidi Giuliani e Cisco
2004 - Al di là degli alberi (Mescal/Sony) - ospita Elisa e Stefano Tassinari
2005 - Sessant’anni di Resistenza (Mescal/Sony)
2006 - Il grande niente (Mescal/Emi) - ospita Ginevra Di Marco ed Erriquez della Bandabardò
2008 - Il fuoco e la neve (Mescal/Emi) “doppia raccolta antologica” - ospita Betty Vezzani - Nada Giorgi - Alcide Cervi)

La Casa del Vento è formata da:

Luca Lanzi - voce, chitarra acustica, banjo
Sauro Lanzi – fisarmonica, tromba, trombone, thin whistle
Fabrizio Morganti – batteria, percussioni
Massimiliano Gregorio – basso
Andreas Petermann – violino
Riccardo Dellocchio – chitarra elettrica

www.casadelvento.eu
www.myspace.com/casadelvento99


Ufficio Stampa e Promozione per Mescal: Manuela Longhi
manuela@mescal.it :: 0141 – 79 34 96 :: 335 – 57 32 815

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