16/11/09

Festival di Sanremo : per AudioCoop sì al dialetto e ai giovani

AudioCoop, l'associazione di discografici e dei produttori indipendenti della nuova musica italiana, nata nel 2000, che associa oltre 150 marchi della musica indies del nostro paese, inserendosi nel dibattito apertosi sul nuovo regolamento del festival di Sanremo che apre ai brani dialettali, concorda con un Festival che rispetta finalmente le origini e le tradizioni e permette di portare in una delle vetrine della musica italiana brani espressione del patrimonio dialettale italiano. Un patrimonio che nella canzone popolare esiste da molti anni e che ha prodotto grandi artisti e ha tenuto viva l’idea di una cultura “altra” rispetto alla cultura dominante. Ci auguriamo che questa apertura del festival di Sanremo sia un segnale anche per ottenere la salvaguardia e il sostegno del lavoro di ricerca e di documentazione sulle tradizioni popolari che molti istituti e centri cercano faticosamente di far sopravvivere e sviluppare.

Questa apertura è una importante presa di coscienza della realtà delle nuove produzioni indipendenti, che come è noto, oramai da oltre 15 anni producono brani in dialetto che sono diventati patrimonio musicale anche delle piu' giovani generazioni. L'auspicio è che tale opportunità diventi una clausola centrale al pari delle altre nella scelta dei brani.

Il nostro settore vive in questi anni uno stato di crisi profondo, che deriva solo in parte dalla pirateria e dal peer to peer. E' quindi necessario creare volani affinchè la parte piu' creativa del mondo musicale - cui ogni giorno vengono tarpate le ali perchè non classificabile nel cosiddetto "mainstream" da un sistema musica troppo legato alla sola promozione e diffusione di brani internazionali - possa trovare canali di distribuzione e visibilità veri oltre a quelle necessarie risorse che dovrebbero essere pagate "alla fonte" dalle multinazionali di internet e della telefonia che da anni fanno fatturati miliardari con hardware e software che diffondo musica (legalmente e in modo indiretto illegalmente) senza pagare alla fonte la creatività musicale. Quindi ben venga l'apertura ai dialetti nel regolamento del Festival di Sanremo così come è stata benvenuta la possibilità di potersi iscrivere a Sanremo da parte di tutti senza obbligo di iscrizione a nessuna tradizionale associazione così da aprire tale realtà televisiva a tutto il futuro piu' giovane della musica del nostro paese. Naturalmente anche qui sarebbe necessario aumentare gli spazi per le giovani proposte e facilitarne in ogni modo l'accesso.

La quasi totalità degli spazi dedicati alla musica sui media tradizionali è appannaggio dei cosiddetti artisti mainstream, in stragrande maggioranza prodotti dalle multinazionali. E' a causa di questo se ormai il nostro paese è poco più di una provincia del'impero, con canoni di riferimento radiofonici e televisivi distanti anni luce dal nostro dna musicale e aziende appiattite nella rincorsa priva di idee solo ed esclusviamente al successo rapido, tranne rari casi ed eccezioni. Artisti uguali tra loro interpretano canzoni che si replicano all’infinito, in un meccanismo basato su cicli che al massimo raggiungono i dodici mesi, realizzato attraverso radio schiave del Music Control e televisioni autoreferenziali.

Il Festival di Sanremo dovrebbe giustamente porsi l'obiettivo di promuovere la musica italiana all'estero ma certo lo dovrà fare anche con quelle piccole realtà che da anni promuovono centinaia di artisti negli altri paesi, come realizzato dall'accordo di settore da noi siglato nel 2008 con il Ministero per il Commercio Internazionale , con l'intento di portare le nostre produzioni oltre i confini italiani, purtroppo disdetto ufficialmente proprio dalle multinazionali con grave danno per le produzioni indipendenti.

Certo è che la musica dialettale, spesso appannaggio di artisti giovani e per la maggior parte dediti alla ricerca di nuove sonorità, rappresenta una buona parte di quei progetti che con la sola forza della musica e senza il supporto di grandi campagne pubblicitarie, riescono a valicare i confini italiani, costruendo in sordina lunghi tour all'estero e fornendo una grande immagine della musica italiana e delle nostre regioni oltre confine di grande successo e di grande qualità e unicità.

http://www.audiocoop.it/

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