11/12/09

IL MEI HA FATTO TREDICI: PIU' VOCE ALLA MUSICA INDIPENDENTE



Una breve cronistoria del MEI 2009
Aperto da Manuel Agnelli premiato per il suo progetto "Il Paese è Reale" e chiuso dal Teatro degli Orrori, con uno show unico e indimenticabile, che entrerà nelle pagine della storia della musica italiana, il Mei quest'anno ha fatto realmente tredici portando all'attenzione dei grandi media e delle agende politiche la crescita quantitativa e qualitativa delle produzioni indipendenti, nazionali e regionali, dimostrando come nel nostro paese vi sia un vivaio ricchissimo, totalmente in chiave anti-talent show tv, di nuova musica che oggi trova l'apice nei nuovi cantautori, nell'ondata del rap di Generazione 2, nella rinascita del miglior folk dialettale, a una fitta schiera di nuovi musicisti capaci di rinnovare il jazz tricolore e da una rinnovata voglia di reinventarsi finalmente un nuovo rock e rap grazie a rassegne come Indipendulo, Hip Hop Mei e le nuove rassegne dedicate alla giovane musica d'autore con vere e proprie giovani scoperte come Erica Mou, solo per citarne una tra le tante.

Oltre 30 mila presenze, 400 artisti dal vivo e piu', 350 videoclip, 300 espositori, 200 media accreditati, 150 tra convegni, incontri e presentazioni, 100 operatori dall'estero, 15 ore su Radio 1 Rai e 3 ore su Radio Popolare Network sono i grandi numeri della potente voce della scena indipendente italiana che ha sempre piu' peso nella cultura del nostro paese, anche se totalmente dimenticata dalla tv generalista che preferisce valorizzare altri modelli giovanili e creativi e spesso anche dagli altri media.

Il dialetto è stato un lungo filo rosso della manifestazione, portando all'attenzione dei grandi media, la nascita di centinaia di band e artisti che si riappropriano dei suoni e dei dialetti della loro terra, in chiave rinnovata e multietnica, per parlare di quei problemi quotidiani delle comunità locali che la canzonetta pop non affronta piu': le morti sul lavoro nel dialetto bergamasco, le donne boss di camorra nella lingua napoletana, la lotta antitav nella parlata valdostana e tanti altri temi importanti -dimenticati spesso dai media- li trovate tutti su "Aie d'Italia" la straordinaria compilation ufficiale del Mei 2009 con 33 brani provenienti da ogni regione d'Italia con in testa Teresa De Sio, Davide Van De Sfroos e Ginevra Di Marco. Un tema che ha portato al Mei anche la realizzazione de bis di Canti Randagi, il progetto di canzoni dialettali di Fabrizio De Andre', mandato in diretta da Radio Popolare e battezzato da Dori Ghezzi e Cristiano De Andre' che diventerà presto un disco con le cover di John De Leo & Bevano Est e Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, solo per citare alcuni tra i tanti artisti messi in fila da Adele Di Palma di Cose di Musica. Un tema talmente forte che è riuscito a sfondare il muro delle tv e del festivalone tanto che finalmente si parla di piu' spazio per le musiche dialettali in tv con maggiore facilità per poterle poi esportare all'estero, visto che tanta nostra musica regionale puo' avere piu' attrazione all'estero di tanta banalità pop trita e ritrita.

Insieme, al dialetto non è mancato l'impegno civile con "Decidilo tu", gli indipendenti per l'Abruzzo guidati da Alessandro Benvenuti a favore del progetto dei Vega's e de La Ciudad per una sala prove a L'Aquila, l'impegno sociale con il progetto di Musica contro l'Omofobia che ha visto le esibizioni scatenate di Posi e Serpenti tra i tanti, la lotta anche in musica contro le mafie con il convegno con Carlo Lucarelli e Don Ciotti e tanti artisti e l'impegno culturale con lo straordinario convegno condotto da Luca Valtorta che ha visto insieme Manuel Agnelli, Niccolo' Ammaniti, il teatro dei Santasangre e tanti altri artisti di diverse culture e discipline impegnarsi per un progetto culturale indipendente ancora piu' forte in questo paese sempre piu' omologato e appiattito.

L'ufficializzazione dell'assegnazione dei premi per la musica indipendente e per il videoclip indipendente, diventati di fatto i premi ufficiali del settore, riuscendo a portare in diretta su Radio Rai 1 artisti come Dente, Calibro 35, Mariposa, Beatrice Antolini, Samuel Katarro, Giancarlo Frigeri , per citarne alcuni, e a portare in due giorni a oltre 150 mila visite il videoclip dei Waines girato da Corrado Fortuna e tolto da una ingiusta censura danno l'idea della maturità raggiunta dalla manifestazione e della forza creativa del settore, se una volta l'anno si presenta compatto e unito per nelle sue totali diversità di stili, di generi e di approcci.

Ne troverà giovamento, si realizzeranno piu' produzioni (il Mei quest'anno ha realizzato alcune straordinarie compilation on line che meritano di essere ascoltate e conservate come quella su Rockstar e quella su Amnesty International sui suoni di confine solo per citarne due, aggiungendovi anche il bel capitolo di Non me ne lavo Milano la compilation di band milanesi assolutamente imperdibile) e soprattutto si troverà una maggiore attenzione anche da parte della politica. Un bando a sostegno delle produzioni musicali indipendenti entro l'anno con oltre 2 milioni e 500 mila euro di finanziamento sui progetti presentati dai Comuni insieme ai produttori riuniti hanno annunciato il Ministero per la Gioventu' e l'Anci insieme ricordando anche insieme a numerosi parlamentari l'apertura di Isoradio alle sole produzioni musicali indipendenti piu' recenti e la conclusione veloce dell'iter per l'attesa Legge sullo Spettacolo dal Vivo con dentro anche le parti legate alla Legge sulla Musica a sostegno delle produzioni indipendenti.

E intanto si accredita e acquista sempre piu' spazio la Indie Music Like, la classifica dei brani graditi dalle web radio, la vera rivoluzione della nuova diffusione musicale libera, come lo sono state le radio libere nella metà degli anni '70 dando voci e spazio a nuovi talenti altrimenti sconosciuti. L'anno scorso toccò a Il Genio essere lanciato dalla IML mentre quest'anno fin da subito è stato accompagnato il ri-lancio dei Prozac + attraverso il progetto spin off dei Sick Tamburo.

C'è solo da aspettare e intanto intervenire per rafforzare la battaglia che il Mei ha lanciato e vuole portare a conclusione con questa finanziaria: l'introduzione di un decreto che fornisca il 4% del fatturato milardario delle multinazionali di internet e della telefonia che fanno i soldi vendendo hardware, software, chiavette, abbonamenti, banda larga e tanti altri servizi ben sapendo che questi servono a scaricare musica senza pagarla. Sono loro i veri "pirati" della musica e sono loro a dover pagare alla fonte la creatività musicale che viene "rubata" finanziando con tali risorse , da mettere in un monte da suddividere con Siae e altre istituzioni sotto il controllo delle piccole produzioni, per salvare presto e urgentemente il lavoro di almeno 400 piccole e piccolissime imprese del settore discografico che se non avranno quest'ossigeno a partire da subito, tenendo conto anche degli arretrati, come sostiene anche la Win, l'associazione dei discografici indipendenti, rischieranno presto la chiusura, strozzati anche dalle assurde pretese dell'Enpals e della oramai disciolta e mal gestita Imaie, con le loro richieste capaci solo di far morire l'innovazione e la ricerca nella musica delle nostre future generazioni. Il Mei fino in fondo tutelerà la musica del futuro contro l'omologazione del pop globale ma anche contro la burocrazia del nostro paese.



2) Nota Tecnica:

Con questa tredicesima edizione il MEI si è veramente imposto come la grande fiera della nuova musica italiana e il grande salone di tutta la filiera musicale del made in Italy del nostro paese viva e vegeta: le importanti presenze istituzionali, la grande partecipazione popolare, la grande quantità di artisti ed espositori, la presenza di tutta la filiera musicale: dai produttori agli strumenti musicali, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, dai promoter ai giornali, dai circoli alle radio, dagli editori ai videoclip, dal mondo del digitale e dell'on line fino ai convegni aperti a ogni area culturale nel piu' grande agorà democratico e ai concerti aperti a tutti i generi musicali presenti in Italia nel mondo degli indipendenti e delle autoproduzioni e a tutto quanto si muove con attualità nel mondo della musica fanno del MEI a tutti gli effetti grazie alle tante collaborazioni -locali, provinciali, regionali, nazionali e internazionali- la prima fiera della produzione musicale e culturale italiana e il primo salone della nuova musica italiana. Il Mei è diventata di fatto la piu' importante manifestazione turistica, culturale, economica e giovanile del territorio e del comprensorio di assoluto rilievo nazionale e internazionale. Anche i dati ce lo dicono:
- 15 ore di trasmissione radiofonica su Radio Rai 1 con milioni di contattti e speciale Mei su "Stereonotte" che ha dedicato allla manifestazione l'intera puntata andata in onda la notte fra sabato 28 e domenica 29.
- 3 ore di diretta su Radio Popolare Network
- oltre 30 mila presenze totali durante la tre giorni del Mei
- oltre 400 artisti dal vivo
- oltre 350 videoclip
- oltre 300 espositori
- oltre 150 convegni e presentazioni
- oltre 200 media accreditati
- oltre 100 operatori del settore (fra bands, artisti, ospiti, relatori, espositori e media) provenienti dall'estero perchè ne fanno i lvero antitalentshow per eccellenza.

Mentre sono enormemente aumentati i Luoghi del Mei 2009 : Fiera di Faenza (5 tendoni x live, 3 padiglioni espositivi, Sala Convegni, Sala Stampa), Casa di Booklet, Palazzo delle Esposizioni, Teatro Masini, Cinema Teatro Fellini, Auditorium S. Umiltà, Notte Light… per un totale di 15.000 metri quadrati. Tutti spazi indispensabili per fare crescere la manifestazione anche nei prossimi anni in città.

Appuntamento ora il 26, 27 e 28 novembre 2010 per la 14esima edizione del MEI con anteprima videoclip il 20 e 21 novembre. L'appuntamento è al MEI dal 26 al 28 novembre 2010 a Faenza mentre per quanto r iguarda l'estero saremo presenti al Midem di Cannes a gennaio e al MusiKmesse di Francoforte in aprile.

3) Nota Sindacale:

Abbiamo appena concluso il Mei, l'unica fiera italiana della musica indipendente (un successo: 30 mila presenze, 400 artisti dal vivo, 300 espositori, 350 videoclip indies, 200 media accreditati, 150 tra convegni incontri e showcase, 100 operatori dall'estero, 15 ore di diretta radiofonica su Radio Rai 1 con il Premio Italiano Musica Indipendente e tanti altri eventi e iniziative!), puoi trovare tutto su www.meiweb.it .

Per tenere viva la produzione italiana è necessario oltre ad attivare quanto prima quanto positivamente detto in occasione del Mei 2009 (bando di sostegno produzioni indipendenti da parte del Ministero per la Gioventù e Anci e palinsesto indipendente da parte di Isoradio (con il quale ci rendiamo fin da ora disponibili ad un incontro) -oltre a una serie di interventi presenti nella Finanziaria di due anni fa, richiesti dal settore, che andrebbero finanziati (sgravi alle opere prime, riduzione iva al 10% per il live esterno, nessuna certificazione enpals per i giovani e i dilettanti, oltre a rinnovo accordo promozione su estero, riduzione iva come prodotto culturale esenzione enpals fino a 1500 copie, convezioni siae con sconto 50% per i festival che valorizzano i giovani talenti italiani e piu' musica italiana in radio e tv pubblica, sgravi e facilitazioni a digitalizzazione brani e realizzazione web radio e tv , promozione musica italiana nei siti pubblici per l'estero come il turismo e accompagnamento musicale a spedizioni estere, accordo con IIC all'estero, etc) è emerso da tutto il mondo indipendente, che le multinazionali di internet e della telefonia paghino alla fonte quella creatività musicale che loro non pagano quando vendono tutto il necessario (hardware, software, chiavette, abbonamenti, bande larghe etc) per poter scaricare illegalmente la musica ben sapendolo e senza alcun controllo tra l'altro anche per quanto riguarda gli scarichi legali di downloading e suonerie.

Sono loro i veri "pirati" della musica e non gli utenti finali. Se si paga alla fonte tutto quello che viene immesso attraverso una quota dei fatturati miliardari delle multinazionali possiamo avere le risorse per pagare tutto il futuro della nostra musica e investire sui giovani e sull'innovazione e la ricerca della nostra musica. Ti chiediamo di aderire all'appello qui sotto e di renderlo e noto e di batterti perchè arrivi il giusto ed e quo compenso ai fornitori di creatività musicale per tenere vivo il futuro della musica del nostro paese e delle nostre regioni proponendo in un prossimo "decreto mille proroghe" una norma a tutela di oltre 400 piccole imprese della discografia indipendente a rischio chiusura.

4) Documento Amici della Musica: www.amicimusica.org

C’è un futuro nella Musica? Si, a condizione che…

Compensi agli artisti e produttori dalle multinazionali di internet e della telefonia, per far crescere la musica italiana. Questa una delle idee forza emerse dal convegno di Bologna, sostenuta pienamente anche da WIN, l'associazione mondiale dei discografici indipendenti.

Pur tra mille difficoltà, ma con una accorta e intelligente politica dei suoi protagonisti, è possibile favorire una migliore prospettiva all’economia del settore e del Paese. Il convegno di venerdì scorso alla Sala Borsa di Bologna è stato un vero e proprio successo, con oltre 100 presenze qualificate, interventi, riflessioni, idee, spunti e tanti suggerimenti a favore della Musica, un convegno di grande qualità e spessore che conferma ancora una volta il positivo ruolo svolto dal Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, nel nostro Paese.

Il dibattito è stato caratterizzato da analisi preoccupate e piene di dubbi circa lo stato attuale del sistema musica in Italia e su questo fronte hanno svolto un ruolo assai efficace e penetrante Mario De Luigi, Direttore di “Musica & Dischi” e Giampiero Bigazzi, Vice Presidente di AudioCoop. Al convegno, coordinato efficacemente da Giordano Sangiorgi, hanno fornito preziosi contributi gli interventi di Riccardo Usuelli, Alessandro Ceccarelli, Patrick Domanico, Antonio Miscena', Claudio Formisano, Paolo Damiani, Andrea Marco Ricci, Francesco D'Amato, con le interessantissime proposte conclusive di Simon Wheleer di Win, l'associazione mondiale dei discografici indipendenti, e di Beggars, presentato da Christoph Storbeck, e di Sylvain Zimmer di Jamendo.com, il più grande portale di musica in “creative commons”, presentato da Carlo Testini dell'Arci.

Molteplici gli argomenti toccati, dai progetti per il downloading legale, alla musica di qualità, dalla promozione all'estero della nostra musica, agli stimoli per realizzare progetti in favore degli artisti emergenti. Si è detto che occorre fare rete e sistema, portare realmente la musica nelle scuole, comprese le scuole medie superiori, di puntare alla vendita di musica nelle web radio e di conquistare una Legge per la Musica, pensare alla musica come un progetto culturale e fare attività di prevenzione a favore della legalità.

Ma soprattutto è opportuno puntare a nuovi progetti sul mercato on line in forte espansione e fare accordi a monte con le aziende nazionali e multinazionali della telefonia, uniche e reali beneficiarie del business della rete su hardware e software grazie alla musica.

Questa può essere una prima risposta per garantire più risorse al settore puntando a una maggiore democraticità nella redistribuzione dei diritti connessi che, se ben distribuiti, potrebbero favorire un migliore sviluppo di tutta la produzione e promozione musicale e dare continuità alla verve creativa degli artisti. A tal riguardo, è emersa una forte raccomandazione a Governo e Parlamento per fissare norme che agevolino gli accordi con i server provider, allo scopo di favorire il riconoscimento agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, di compensi forfettari che permettano la libera erogazione di file di ogni tipo attraverso la rete.

Si è, inoltre, sottolineata la necessità di integrare l’attuale Legge n. 633 del 22.4.1941, che già riconosce agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, un compenso derivante dalla vendita di supporti vergini di CD e DVD, estendendolo anche alle memorie fisse o trasferibili destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, di varie dimensioni e capacità.

Negli interventi di alcuni esperti di rilievo internazionale non potevano mancare dei riferimenti alla recente approvazione della Legge “Création at Internet” con la quale la Francia ha cercato di dare una risposta al fenomeno della pirateria digitale. Il giudizio, però, è stato controverso perché, accanto ad un doveroso apprezzamento per la deterrenza contenuta nella norma, si è notato che si tratta di una impostazione “tardiva e obsoleta”, che affronta la questione solo in termini sanzionatori, ma che poi non affronta alla radice il problema: cioè prendere di petto le società di telefonia che traggono colossali vantaggi economici dall’offerta libera e gratuita di questi contenuti creativi in rete e obbligarli a riconoscere i giusti compensi ai legittimi titolari dei diritti.

Si è anche messo in evidenza l’auspicio di rafforzare il confronto tra le forme tradizionali di tutela del diritto d’autore e le nuove licenze di “creative commons”, perché ciò potrebbe aprire nuovi mercati e sostenere le autoproduzioni e gli artisti indipendenti.

Questi sono solo alcuni dei punti pregnanti emersi dal convegno che permettono di guardare al futuro della musica con un approccio più concreto e producente. Il convegno è stato registrato e ne uscirà una sintesi sulla rivista “Musica & Dischi".

Per ascoltare il convegno in versione integrale collegarsi all'indirizzo: ftp://meifaenza.altervista.org/files/Convegno15mag.MP3

digitando
nome utente: meifaenza
password: gavlutewbuf691

Buon Ascolto!

Giordano Sangiorgi


comunicato stampa del MEI

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