21/01/10

Thisorder : "Inner Island" il disco di debutto della alternative rock band di Ischia



Nati ad Ischia, un'isola non certo centrale nelle rotte del rock, i Thisorder rappresentano un'autentica sorpresa e la loro musica è un rock dalle mille sfaccettature e dalle ambizioni internazionali.Il sound di gruppi come Pearl Jam, Tool o Alice In Chains rappresenta per la band soltanto una materia di partenza, un'influenza assimilata e sviluppata poi in maniera personale. Uno dei punti distintivi di "Inner Island" è proprio il suo esistere come album, non una semplice raccolta di canzoni, ma un alternarsi di momenti ed emozioni, affinità e contrasti, voglia di giocare con gli spazi e il suono e amore per la forma canzone. Il disco è stato prodotto, registrato e mixato dalla band stessa tra Ischia e Roma e poi masterizzato allo Sterling Sound di New York da Justin Shturtz , già al lavoro con Fall Out Boy, My Chemical Romance, Seether e Slipknot.

Thisorder-Inner Island
dal 23 Febbraio 2010 in tutti gli store digitali e da Marzo 2010 in CD, da New Model Label - distribuzione Audioglobe



"I'm Sorry", traccia circolare che apre il disco è solo un esempio della scrittura della band, con un'alternanza tra momenti melodici, esplosioni di energia, che ritroviamo anche nella successiva "Fingers". Canzone quest’ultima di cui i Thisorder vanno particolarmente fieri per l’equilibrio raggiunto tra la complessità della scrittura (con continui cambi di tempo e di atmosfera) e la melodicità complessiva che non ne risulta mai sacrificata. "Unus", primo singolo e video dall'album, mostra invece l'aspetto più diretto ed energico dei Thisorder, con richiami alle moderne sonorità stoner dei QOTSA, seguita immediatamente da "Rashua", traccia che si muove in direzioni più hard-psychedeliche e da "Blood Upon The Wheel", dominata da un basso super-distorto e che rimanda alle atmosfere di un ruvido e acido desert rock. "The Bitter Hail" è poi un ritorno verso momenti più intimistici, con melodie e arrangiamenti per cui la parola "progressive" non stonerebbe, se intesa nell'accezione di gruppi contemporanei come Porcupine Tree e queste atmosfere rimangono anche nella traccia successiva, "3 Dawns", anche se contaminate con distorsioni chitarristiche. "Tomorrow Will Be Gone" è invece un altro esempio di come i Thisorder giocano con la forma canzone, sapendo, a loro modo, essere estremamente classici, senza però rinunciare alla loro energia. "Fist" è poi l'episodio più aggressivo e ribelle del disco, seguito da "Late Empire", canzone ispirata dalle immagini della morte dell’iraniana Neda, e che è un atto di accusa ad ogni forma di oppressione dei popoli. Il brano è collocato in chiusura del lavoro, ma non certo perché inferiore ad altri ma proprio per la volontà della band di realizzare un vero e proprio album che potesse essere ascoltato e vissuto dall'inizio alla fine, senza cedimenti.


Line-Up:

Emanuele Rontino - Vocals / Marco Albanelli - Guitars / Domenico Muscariello - Bass/ Thomas Manna - Drums

Link: www.myspace.com/thethisorder

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