23/02/10

Intervista a Sangiorgi (AudioCoop): "A Sanremo un patto tra programmi tv per auto-promuoversi"

«AudioCoop chiede che, a titolo di risarcimento, la Rai si impegni fin da ora ad offrire almeno una serata televisiva di musica indipendente in occasione del prossimo Mei 2010, il Meeting degli Indipendenti che si terrà a Faenza dal 26 al 28 novembre». Questa la richiesta di Giordano Sangiorgi (audio), presidente del coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti in Italia, visto che il Festival di Sanremo si è confermato «legato agli interessi dei reality musicali e dei programmi e dei personaggi televisivi legati a Rai e Mediaset». Il risultato è l'allontanamento inesorabilmente dalla ricerca e innovazione fatta dalla discografia del nostro Paese.

«Sanremo ha sancito che nella cultura musicale italiana, non è inclusa la qualità. Per chi fa scouting non c'è più spazio». Secondo Giordano Sangiorgi, presidente dell'AudioCoop, coordinamento tra le etichette discografiche indipendenti in Italia, è giunto il momento di cambiare rotta. È evidente «l'assenza tra i selezionati al Festival di giovani artisti provenienti da quella che comunemente viene definita gavetta, ovvero quelle centinaia di cantautori, band e interpreti provenienti dagli stili più diversi come il rock, il rap, la nuova canzone d'autore, i l folk dialettale, lo ska, che ogni sera riempiono la programmazione dei live club italiani».

Esistono due realtà che viaggiano su traiettorie divergenti e da qui trae origine la crisi delle case discografiche, che sta soffocando uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy. «Si rende più che mai necessario - sottolinea Sangiorgi - un intervento delle istituzioni e degli enti preposti alla tutela del patrimonio creativo italiano. Non può certo essere a totale appannaggio di programmi Rai e Mediaset, che utilizzano sempre le stesse aziende multinazionali per la parte discografica, che non hanno alcun interesse a tutelare e valorizzare un repertorio artistico considerato 'local' e minoritario, rispetto ai progetti internazionali».

«Il mercato discografico sta cambiando. Il cd non vendono più e stanno lasciando il posto all'Ipod. Proprio come quando si è passati dalla diligenza alla ferrovia». Questo significa secondo Sangiorgi che non si può lasciare indietro il panorama del pop rock indipendente italiano, che invece a Sanremo era assente. «Tutti esclusi - conclude Sangiorgi - perché hanno la grave colpa di non essere artisti allevati nella fattoria omologata dei reality musicali».

A cura di Valentina Venturi.

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