21/09/10

Nicodemo : la recensione dell'album "In due corpi"

Voce calda, sguardo intenso (della figura sulla copertina del disco) e un
set
completo di sonorità e menti: nasce nell'Aprile 2010 "In due corpi
di Nicodemo.
si tratta di un album profondamente intimista che racconta i pensieri, le
sensazioni e gli umori di un uomo che guarda dentro se stesso analizzzando,
chiuso in una stanza, la propria vita ma soprattutto la propria
quotidianità
(in "Io opto per la radio").
In molti si sono accomodati in questa stanza; da personalità più note come
Andy degli ex Bluvertigo a Luca Urbani, degli ex Soerba, passando per
alcuni
artisti della scena indipendente italiana, come di quella jazz.
L'idea di fondo è quella del viaggio alla ricerca della propria
essenza,
un'analisi di Nicodemo dove prevale l'uomo più che l'artista.
Si delinea,
infatti, una precisa descrizione della personalità dell'autore che a
tratti
sembra quasi essere schizzato, azi no, lo è davvero.
Egli stesso tenta di vivere nella normalità e ci racconta come ("Le
pareti"),
ma la verità è che non ci riesce perchè, parole sue, è troppo strano
("Strano",
mai titolo per questa canzone fu più azzeccato).
Nulla al mondo ci affligge maggiormente dell'amore. La vita di un uomo,
sempre
che decida di viverla, è segnata da intricati raporti, raccontati in
"Bella ed
elegante" e "Cambierei" attraverso la sobrietà e
l'austerità delle voci che
popolano le due canzoni.
L'ammirazione e il tributo ai grandi nomi del rpertorio rock italiano
anni
'70/'80 come Battiato e Fossati è evidente, fin troppo. L'album
cade in una
sorta di scimmiottamento ("Le reciprocità", ad esempio, ricoda
Mina e Celentano
nel periodo più buio della carriera), dato dalla morbosa necessità ed
esigenza
di proporre testi impegnati e contorti per dare quel finto spessore che
serve
agli autri indipendenti per non essere etichettati come commerciali.
La qualità della musica, comunque, non deve essere messa in discussione:
ottima è infatti l'influenza jazz grazie all'indiscutibile bravura
dei
musicisti: Giampiero Virtuoso, Julian Mazzariello, Jerry Popolo e Tommaso
Scannapieco.
Nicola Pellegrino è un cantautore campano alquanto eccentrico e vagamente
geniale. Tentare di soffermarsi su ogni singola canzone per analizzarla e
descriverla, si sarebbe rivelato un percorso troppo lungo e tortuoso per
una
produzione ardua da ascoltare così come da digerire.


L'album è prodotto da La Fabbrica/Rai Trade

                                                                                           recensione di Angela Mingoni

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