17/11/10

Tornano gli AREA: in concerto a Moncalieri Jazz (19 novembre)

Raccogliendo matrici musicali diverse - dal jazz al progressive passando per l'avanguardia - gli Area si sono rivelati tra le band più coraggiose e originali del rock italiano. Ma a lasciare il segno è stata soprattutto l'incredibile voce del cantante, Demetrio Stratos Gli Area iniziano la loro avventura musicale alla fine del 1972, raccogliendo musicisti di diverse estrazioni: pop, free jazz, sperimentazione elettronica e contemporanea, con la volontà comune del superamento delle singole esperienze artistiche per approdare a una "musica totale". All'inizio il gruppo è composto da Victor Edouard Busniello, Giulio Capiozzo, Yan Patrick Erard Djivas, Patrizio Fariselli, Giampaolo Tofani e il greco Demetrio Stratos. Successivamente, Busniello lascerà il gruppo e Djivas entrerà a far parte della Premiata Forneria Marconi e sarà sostituito da Ares Tavolazzi. Il sesto componente-ombra del gruppo è Gianni Sassi (Frankestein), fondatore della Cramps Records e ideatore dei progetti culturali più geniali di quel periodo. Già partecipe del movimento Fluxus Italiano, Sassi si occupa anche dei testi e dell'immagine della band.
Quella degli Area è "musica di fusione di tipo internazionalista", come la definisce Stratos, cantante e anima della band: "Ognuno di noi - raccontava in un'intervista del 1974 - portava un'esperienza particolare, si è cercato di fare una musica stile 'totale'. Io vengo dalla Grecia, uno ha avuto esperienze di musica elettronica a Londra, due vengono dal jazz, uno dalla musica contemporanea, e cerchiamo di fondere, di avere un connub
io tra dodecafonia e rock, fra rock e musica balcanica". Si passa così dalla sperimentazione "colta" (vicina a Cage) al jazz-rock, dal folk mediorientale alla canzone popolare mediterranea. Uno degli obiettivi del gruppo infatti, è quello di legare un sound prettamente sperimentale alle sonorità mediterranee e italiane, per sottrarle al mondo della sottocultura in cui la critica italiana le ha relegate. Pur provenendo dall'esperienza del beat italiano, gli Area si caratterizzano anche per la radicalità dei contenuti e del linguaggio musicale adottato, che identificano utopie e desideri della generazione degli "anni di piombo". L'album d'esordio Arbeit Macht Frei (dal famigerato motto dei campi di sterminio nazisti), registrato in un cascinale della bassa padana, è da molti considerato il capolavoro del progressive rock italiano degli anni ‘70. Arbeit Macht Frei viene definito dai critici "radical music" perché tende ad andare alle origini del significato politico del movimento pop e perché vuole portare alle estreme conseguenze le linee di rottura del tessuto musicale. Su Caution Radiation Area predomina la totale sperimentazione che produce brani paranoici e al limite del caos e della sopportazione, come Lobotomia, dedicato a Ulrike Meinhof, il cui suono lancinante e ossessivo è accompagnato dal vivo da una particolare gestione scenica, e la nevrastenica Mirage? ma anche sprazzi di free jazz in Crescita Zero e sonorità orecchiabili in Cometa Rossa. Il successivo Crac! parte subito con un brano folgorante come L'elefante bianco!, che mette in luce ancora una volta l'elevata caratura musicale dei membri di questo insolito ensemble. Non mancano le classiche puntate al jazz, che riscopriamo sia in Implosion e nervi scoperti che nella contemporanea Area 5. Are(A)zionee` è il live degli Area dove si segnala una versione da pelle d'oca de L'Internazionale.
Stratos muore in un ospedale newyorkese, stroncato da un'aplasia midollare fulminante. Dopo la sua morte, la musica degli Area si stempera in un jazz-rock più convenzionale, come si può ascoltare su Tic & Tac. Nel corso degli anni '80 gli elementi superstiti della band si distinguono come solisti di jazz e autori di musiche per la tv. Negli anni ‘90 il gruppo si ricompone, prima come trio (Capiozzo-Fariselli-Tavolazzi) poi come quartetto (con Dalla Porta al basso e Condorelli alla chitarra). A distanza di 20 anni dall'esordio, ritroviamo l'immancabile impronta jazz ed echi della sperimentazione contemporanea. Del tutto peculiari nel panorama musicale italiano dell'epoca, i dischi del periodo d'oro degli Area possono competere con il miglior progressive e kraut-rock dei 70. E molte delle loro intuizioni anticipano di vent'anni la world music e le contaminazioni che oggi contraddistinguono molte delle produzioni musicali pop, rock e jazz.



Per maggiori informazioni: www.moncalierijazz.com

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