02/03/11

In radio il singolo "JESUS" dell'artista n. 1 negli USA AMOS LEE. il 22 marzo esce il suo album "MISSION BELL"

Arriva anche in Italia l’artista n° 1 negli Stati Uniti: AMOS LEE che con il suo “MISSION BELL”, quarto album della sua carriera che uscirà in Italia il 22 marzo su etichetta EMI MUSIC, ha raggiunto la vetta delle chart USA. L’album è stato anticipato dal singolo “JESUS”, attualmente in rotazione radiofonica, che vede la partecipazione di James Gadson, il batterista americano già al fianco di Bill Withers, Paul McCartney, Freddie King, Martha Reeves, Randy Crawford, Quincy Jones, Herbie Hancock, BB King, Albert King, Rose Royce, Elkie Brooks e molti altri.“Ho scritto questa canzone – racconta Amos Lee – il giorno in cui morì mio nonno. Guidavo verso il funerale e le parole mi sono arrivate spontaneamente. Ci sono persone – prosegue poi l’artista americano – che sono “illuminate”, che credono nella salvezza, e poi ci sono tutte le a
ltre. Non dico che questo non sia vero ma queste persone sentono che saranno salvate e non c’è nulla di male nel credere, qualunque cosa tu creda. Non è però così facile credere a quello che c’è “li fuori”, se c’è qualcosa li fuori.Dall’uscita dell’album “Amos Lee” nel 2005, l’artista nativo di Philadelphia ed ex insegnante è diventato uno dei cantautori più apprezzati della sua generazione. Dopo essere stato nominato tra i “Rolling Stone’s Top 10 Artists to Watch”, Amos Lee è partito subito in tour con mostri sacri del calibro di Bob Dylan, Merle Haggard, Paul Simon e Elvis Costello.

Gli album successivi – “Supply and Demand” (2006) e “Last Days at the Lodge” (2008) – hanno contribuito ad aumentarne audience e reputazione e le sue canzoni sono apparse in numerosi film e show televisivi. Con un suono radicato tra il folk e il soul, Lee è stato da sempre paragonato ad artisti come James Taylor e Bill Withers anche se lui sostiene di essere stato formato da un’ampia gamma di influenze.



“Come cantautore devi essere originale, devi sapere ascoltare la tua stessa voce”, dice. “Io però ascolto tantissimi generi, molto diversi tra loro, e in molti casi sono di grande ispirazione. Ci sono alcuni dischi che riprendo sempre come “Taking My Time” di Bonnie Raitt, anche se adesso sono più indirizzato sul genere di Primus e Ween; sono aperto a tutto. Abbiamo appena tenuto un concerto dove gli Hatebreed suonavano nella stanza di fianco e l’energia che trasmettevano era incredibile”.



“Mission Bell” è un drammatico salto in avanti per la musica di Amos Lee ma anche un primo passo in una nuova dimensione creativa. Le collaborazioni presenti nell’album hanno aperto nuovi orizzonti per il cantautore americano. “L’idea di suonare e cantare con altre persone è diventata una possibilità decisamente interessante a questo punto della mia carriera”, dice. “Ho speso tanto tempo a concentrarmi esclusivamente su me stesso e non c’è ragione per non aprire a nuove opportunità”.

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